(Dal film Altà Fedeltà, tratto dall'omonimo libro di Hornby del 1995)
Come abbiamo visto in uno degli scorsi post, il calo delle vendite dei CD, non coincide con una perdita di interesse nei confronti della musica, tutt'altro. Tuttavia la disaffezione nei confronti del CD ha portato gravi conseguenze economiche per l'intero settore, il CD infatti ricopre il 60% di tutto il fatturato musicale.
Il calo di vendite, ha avuto ripercussioni soprattutto sui negozi di dischi (a Rimini almeno in 4 hanno chiuso in 10 anni). Una delle cause contingenti della crisi dei negozietti, è stata l'adozione da parte dei grandi centri commerciali di una piccola giacenza di CD. Come avrete notato spesso i cosidetti shopping center, che negli ultimi 10 anni sono cresciuti un po' ovunque, hanno una sezione dedicata alla musica. Il loro catalogo non è certo dei più forniti, ma si fanno notare per ben altri motivi: il prezzo. I prezzi dei CD, nei centri commerciali, sono molto più bassi della norma, generalmente si aggirano fra i 14,99 e i 16,99 €.
Com'è possibile che possano permettersi certe prezzature?
Semplicissimo, quei cd sono venduti sotto costo. I centri commerciali utilizzano i cd a prezzi da rimessa, semplicemente per attirare una fetta di clienti in più. Alcuni dati ufficiali (relativi alle grandi catene americane) ci dicono che la vendita di CD, all'interno di un centro commerciale, incide di 2 punti percentuali, ma più spsso di un 1%, sul fatturato dell'intero shopping center.
E' facile capire come un centro commerciale possa permettersi di eliminare il reparto CD, senza subire troppi danni economici, anche dall'oggi al domani. I più attenti avranno certamente notato che con il passare dei mesi aumentano le corsie di DVD e diminuiscono quelle dei CD. Eppure queste vendite, risorie per lo shopping center, sono boccate d'ossigeno per tutta l'industria musicale.
La situazione è paradossale, perchè i grandi centri che hanno portato, più o meno direttamente, alla chiusura dei piccoli negozi, sono responsabili del grosso del fatturato della vendita di CD. Queste cifre sono vitali per l'economia musicale ma risibili per il centro, che potrebbe privarsene oggi stesso senza conseguenze economiche.
Morale: l'indistria musicale (per ciò che riguarda i CD) è tenuta per la gola dai centri commerciali. Mentre i piccoli negozi, quelli di fiducia, con i commessi esperti e cazzuti, sono costretti a chiudere perchè non possono competere con quei prezzi.
Non voglio sembrare il solito sentimentale, ma io mi rifiuto di comprare CD nei centri commerciali, preferisco di gran lunga il mio negozietto di fiducia e i consigli di Dragan (la risposta slava a Nick Hornby).
"...Mi piacerebbe continuare a scoprire cose nuove. Ma questo non può accadere in posti quotati in borsa. Quindi siete pregati di servirvi da Wood o da un negozio equivalente vicino a voi, o ve ne pentirete." (31 Canzoni, Nick Hornby - 2003)E voi avete un negozio di fiducia? Quale? E' il momento di fargli un po' di pubblicità!
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