Indie Riviera
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    mercoledì, febbraio 20, 2008

    Dead Meadows - Old Growth

    Dead Meadows
    Old Growth (Matador - 2008)

    I dead meadwos sono decisamente uno dei miei gruppi preferiti. Gli perdono perfino di aver sfornato 3 album fotocopia, negli ultimi 5 anni, se la matrice è Shivering King and Others.

    Per i Dead Meadows non é difficile, non c'è nulla da inventare. Il loro è un rock psichedelico giocato per lo più attorno ad in ingarbugliata chitarra, le cui sferzate si propagano nell'aria come i cerchi nell'acqua rotta da un sasso.

    Esordiscono per la Tolotta Records dell'ex Fugazi Joe Lally, nel 1999, quando ancora sono uno dei tanti gruppi indie-punk del Washington District. Ben presto è il forte ascendente dei Sabbath ad aver la meglio sul loro sound.

    Old Growth presenta due sostanziali differenze rispetto la discografia fin qui pubblicata. La prima è che a suonarci sopra sono nuovamente in tre, ai tempi di Feathers Cory Shane si era aggiunto momentaneamente al gruppo di Jason Simon (voce e chitarra) & Co.. La seconda è che l'intensità sonora a muro, sempre costante nei dischi precedenti, qui è sapientemente alleggerita da respiri acustici e breack riflessivi. Un bicchier d'acqua fra un calice di rosso e l'altro. Seven Seers splendido esempio di questa tendenza e il dialogo di chitarre in Down Here, sono fra i momenti migliori del disco.

    Inevitabile il paragone con i recenti Warlocks, il cui cambio di etichetta, da major a nuovamente minor, ha segnato un ritorno al feedback. Tuttavia il sound dei Dead Meadows è più 'chitarristico' e stoner e molto meno shoegazing.

    La storia fra i Dead Meadwos e i Black Sabbath ha già scelto, ma da quando è la storia a suggerirmi i dischi?
    Similar Artist: Black Sabbath, The Warlocks, Oneida
    Rating:


    Mp3:
    I'm gone

    domenica, febbraio 17, 2008

    Mp3 gratis: strategia vincente

    Hai un gruppo o un'etichetta? Forse dovresti leggere cosa penso degli mp3 gratis.
    Qualche anno fa i Muse, per paura di ritrovare in file sharing su internet l'ancora inedito Absolution, inviarono la copia promozionale alla redazione di Rumore, direttamente su audio cassetta. La cosa lasciò gli addetti ai lavori un po' perplessi.

    Questo post non è un'invito alla condivisione di file mp3 su internet, ci mancherebbe. Voglio solo spiegarvi perchè regalare mp3 su internet è un'ottima strategia promozionale, che consiglio a tutti i gruppi emergenti e non, e a tutte le case discografiche.
    Cerca di ricordare: hanno creato più rumors le copie (quasi) gratis di In Rainbows dei Radiohead o le lettere di minaccia ai poveri bloggers?
    Entrambi sappiamo qual'è la risposta giusta.

    Proporre uno o più mp3 gratis sul web, se ci pensate bene, non è una strategia troppo azzardata. Prima o poi quegli mp3 finiranno comunque sul web, meglio che sia l'autore stesso a pubblicarli, beneficiando così anche di un certo ritorno d'immagine. Un utente web appassionato di musica sa dove trovare mp3 gratis, e se scopre una nuova fonte ci ritornerà.

    Se so che la Matador propone mp3 gratuiti dei propri artisti, all'uscita di un nuovo album dei Dead Meadows (ad esempio) farò un giro qui. Ma se la Matador non optasse per questa strategia (azzeccata) io il mio giro me lo farei direttamente su Soulseek. Milioni di utenti ragionano in questo modo.

    Il principio è lo stesso del bonus disc. Hai deciso di comprare un disco, ti aspetti di spendere una determinata cifra e di avere quel preciso disco. Paghi e poi scopri che dentro al case c'è un cd extra incluso nel prezzo, quell'artista ti starà un po' più simpatico.
    Il concetto dell'mp3 gratis è simile ma migliore. Quando navighi per blog, sul sito ufficiale della band o sul sito della casa discografica, sei ancora in fase decisionale, non sai se comprerai o meno quel disco, trovare un sampler o un mp3 potrebbe essere un buon incentivo.
    Un regalo è un'ottimo modo per rompere il ghiaccio.

    Infine, io sono un sostenitore del guerrilla marketing e quando intraprendo un'azione lo faccio per avere un ritorno. Non credo troppo nelle campagne rivolte esclusivamente al brand awarness (popolarità del marchio). Regalare un'mp3 è un'azione che non costa nulla (lo stesso mp3 si può trovare su qualsiasi rete p2p) e, nella mente degli utenti, produce un'effetto N-volte superiore a diverse comparsate televisive. Un programma televisivo viene vissuto passivamente nella nostra mente, un mp3 in regalo è l'inizio di un rapporto e di un dialogo interiore.

    Regalare un brano in mp3, significa anche creare un legame con l'utente, che almeno in parte ed inconsciamente si sentirà in gratitudine.
    Quando corteggi una persona, qual'è il modo migliore per farti ricordare se non facendole un regalo?

    giovedì, febbraio 14, 2008

    British Sea Power - Do You Like Rock Music?

    British Sea Power
    Do You Like Rock Music? (Rough Trade - 2008)

    La rinascita dei British Sea Power parte dal Canada (e dagli Arcade Fire), tocca la natia Brighton e arriva fino all'Est Europa. Alla fine del viaggio abbiamo un disco tanto riuscito quanto l'acclamato The Decline of British Sea Power.

    Il sopra citato esordio, divenne un vero caso indie nel 2001, grazie soprattutto agli irresistibili riff dei singoli Fear of Drowning, Remeber Me e The Lonely (quest'ultimo non pubblicato come singolo). Il successivo Open Season, risultò un flebile tentativo di bis dai fiacchi ritornelli.

    Con Do You Like Rock Music? la musica cambia, le melodie catchy pop vengono abbandonate in favore di nuove strade. La coinvolgente Light Out For Darker Skyes, così radio friendly, rimane l'unica eccezione a confermare questa tendenza.

    Come molti di voi sapranno, sono fra quanti pensano che presto (ahimè) i dischi non saranno più prodotti e il lavoro in studio avrà un'importanza molto inferiore a quella che aveva in passato.
    In pratica i dischi potrebbero diventare solo un'anteprima dell'attività live o uno spot per la vendita di merchandising.

    I British Sea Power di tutto questo non vogliono ancora sentir parlare. Dalle note di copertina leggiamo: "This album was the last to be recorded at the dimly lit but well illuminated Hotel2Tango in Montreal...". Ed è inutile che vi dica quanto tutto questo abbia un forte ascendente su un nostalgio romantico come me.

    Do You Like Rock Music? ha un suono molto più strutturato e corposo di qualsiasi altra cosa registrata dal gruppo in precedenza. Dietro al mixer c'è la produzione di Howard Bilerman (Arcade Fire), Graham Sutton (Jarvis Cocker) e Efrim Menuck (Godspeed You Black Emperor!). Anche per questo tutto il disco eredita un sound piuttosto arthy rock vicino alle cavalcate degli Arcade Fire (No Lucifer, A Trip Out e Atom, soprattutto) e al sound della Creation di inizio anni '90.

    Inconcepibile pensare ad un disco inglese senza qualche sana ballata, e così è impossibile non pensare a Fan Healy e ai Travis ascoltando No Need To Cry o all'irrequita romanticità dei Clientele in altri momenti più delicati del disco.

    Il miglior gruppo inglese della loro generazione.

    Similar Artist: Arcade Fire, The Smiths, Joy Division, The Fall
    Rating:


    Mp3:
    Waving flags

    martedì, febbraio 12, 2008

    L'impatto dello User Generated Content sulle vendite musicali

    Lo sapevamo già tutti, ma da oggi lo sanno anche i parrucconi bianchi della RIAA (Recording Industry Association of America, Associazione americana dei produttori discografici) e delle case discografiche. Il buzz generato dagli m-blog è in grado di aumentare le vendite di un disco fino a 6 volte.

    La ricerca "The Impact of User-Generated Content on Music Sales" è stata condotta da Vasant Dhar, professore della Stern School nella New York University e dalla sua allieva Elaine Chang.

    La sistematica osservazione della blogosfera da parte dei due appassionati studiosi, ha confermato che quando 40 taste maker blog (quindi autorevoli) trattano di un disco prima della sua uscita, questo avrà un riscontro sul mercato di tre volte superiore alla media vendite degli altri album.
    Quando il disco ha già un'importante label alle spalle, e quindi con tutta probabilità anche una buona campagna promozionale, le vendite saliranno a 5 volte la media.

    Un'altro dato significativo è che, al di là della trattazione su blog autorevoli, se un disco viene recensito su 250 blog (qualsisi sia la loro autorevolezza) gli incassi conosceranno un nuovo aumento e il disco venderà fino a 6 volte tanto. Questo al di là della presenza o meno di una casa discografica significativa.

    Anche il numero dei contatti su MySpace contribuisce ad alzare le vendite, ma in maniera molto minore. Attenzione però, il dato è più significativo di quanto si possa pensare.

    Gli amici sulla pagina di MySpace non sono un voto o una recensione, sono solo una connessione. E' interessante notare come il semplice fatto di essere "popolare" possa influire sulle vendite, al di là della qualità della musica. Questo è una conferma di come anche la mente inconscia abbia un forte appeal al momento dell'acquisto di un disco. Provate ad immaginare: tanti amici su MySpace = segnale inconscio = gruppo figo. Ne avevo accennato qui, ricordate?

    Lo studio è stato condotto nel 2007 su un campione di 107 dischi, l'osservazione è durata 4 settimane prima e 4 settimane dopo l'uscita dei dischi presi in considerazione.

    E' la conferma ufficiale di qualcosa che già sapevamo e di come l'user generated content abbia un peso maggiore rispetto ai vecchi contenuti ufficiali.

    Cosa succederebbe se Last.fm implementasse un album user rating in posizione ben visibile?
    Chi valuterebbe i dischi se non le nostre orecchie?

    lunedì, febbraio 11, 2008

    Vampire Weekend - Vampire Weekend

    Vampire Weekend
    Vampire Weekend (XL Recordings - 2008)

    Quando penso ad un Weekend vampiresco, le prime cose che mi vengono alla mente sono i film di vampiri che non mi facevano dormire da adolescente. Oggi alcuni di questi, come Ammazzavampiri e Ragazzi Perduti, li considero dei veri e propri cult.

    I Vampire Weekend sono la nuova sensazione del panorama indie rock Newyorkese, suonano un rock frizzante di matrice post-new new wave. Una piacevole chitarrina ritmica e un ritmo tutto sommato sostenuto, accomunano i ragazzi della Columbia University alle sonorità più rilassate dello storico CBGB's.

    Un nome del genere potrebbe farti pensare all'ennesimo gruppo horror-pop, buono per far un po' di schiamazzi al toga party dell'università, non è così. Quello che ti troverai in cuffia è un easy listening afro chic (c'è addirittura un brano reggae: The Kids Don't Stand a Canche) da loro stessi ribattezzato Upper West Side Soweto.

    Ebbene sì, hai letto bene, proprio afro chic. I Vampire Weekend propongono un bell'assortimento di strumenti tribaleggianti, diciamo: maracas, bongo e flauti. Tutto perfettamente in linea con la decisione di rifarsi ai "late '80", ovvero a quel periodo in cui i più coraggiosi iniziaro ad ammiccare ai ritmi tribali e all'africa. A distanza di anni, i più rappresentativi nell'immaginifico/storico musicale, rimangono Simon Paul con l'inossidabile Graceland, Gabriel Peter e i Talking Heads.

    Benchè non sia un disco in grado d'infiammarmi, ai Vampire Weekend va il merito di aver per lo meno tentato, una possibile via d'uscita all'ormai imbarazzante scena new new wave. I ragazzi non inventano nulla, semplicemente rielaborano una soluzione già intrapresa nel periodo di riferimento sopra menzionato.

    Niente ritmi anfetaminici o cripticità noise come siamo stati abituati dai circoli alternativi della grande mela. Ritmi delicati invece, percorsi musicali ovattati, speziature afro e sinfonismi da chamber pop, il paragone con Graceland è il più immediato e probabilmente rimane il più veritiero.

    Giovani anticonformisti crescono, a loro l'onore delle armi e il riconoscimento dell'audacia, a me un'altro disco grazie.

    Dormire tutto il giorno. Festeggiare tutta la notte. Non invecchiare mai. Non morire mai. È bello essere un vampiro. (Ragazzi Perduti, 1987)

    Similar Artist: Paul Simon, Peter Gabriel, Talking Heads
    Rating:


    Mp3:
    A-punk

    giovedì, febbraio 07, 2008

    The Magnetic Fields - Distortion

    The Magnetic Fields
    Distortion (Nonesuch - 2008)

    Distortion, nomen omen, è l'ottavo disco in studio degli statunitensi Magnetic Fields. La nuova creatura di Stephin Merritt (scrittore, produttore e cantante del gruppo) è un riuscitissimo ibrido fra Jesus And mary Chain, Brian Wilson e Phil Spector.

    Stephin voleva fare pop-songs che non superassoro i 3 minuti, nulla di impegnativo insomma. Quello che ne esce è un disco che trasuda atmosfere californiane, piuttosto che tradire i natali Bostoniani dell'ensamble. Per realizzare l'inebetente wall of sound che stordisce l'ascoltatore per quasi 40 minuti, i Magnetic non hanno usato synthesizers, preferendo invece onde di feedback alla My Bloody Valentine e Jesus And Mary Chain, appunto.

    Al contrario del sofisticato I, dove ogni canzone cominciava con la lettera "i", per Distortion sono state adottate soluzioni più immediate, per non dire veloci. Tutto il disco è suonato, grosso modo, con la stessa strumentazione. 69 Love Songs rimane ad anni luce.

    Distortion ha parecchie sfaccettature solari ed evoluzioni addirittura catchy pop, pur riproponendo per tutte le tracce il suddetto flusso di coscienza dei feedback . E' senz'ombra di dubbio il disco più commerciale ed immediato dei Magnetic Fields.

    Non c'è molt'altro da aggiungere in vero, disco molto piacevole ma nulla più.

    Similar Artist: Jesu And Mary Chain, Ariel Pink, Mercury Rev, Brian Wilson, Sparklehorse
    Rating:


    Mp3:
    Please stop dancing

    mercoledì, febbraio 06, 2008

    Smashing Pumpkins

    Pubblico con piacere un trafiletto che mi ha inviato l'amica Arianna, a proposito del concerto degli Smashing Pumkins, domenica scorsa a Bologna. Gran pezzo Arianna, veramente spassoso, grazie.

    Zucche digiune

    Una marziale calotta cranica ad alta tensione, strumento di morte indotta per scossa elettrica, si definisce teatro d’azione di una detonante implosione: lo strumentificio corrotto e deludente degli Smashing PumpKins.

    PalaMalaguti, Bologna, 3 febbraio, ore 21,00: il rumore non si fa attendere nemmeno un minuto, esordisce senza clamori. Sparute le sagome dalle tribune, si pattina agevolmente con un biglietto PARTERRE. Le onde rimbalzano malcerte fra le celle d’alveare di pannelli acustici stravaganti, appesi alla cupola di legni traversi, secondo le leggi della fantasia cubista.

    Della spasmodica partita di hockey, che si combatte ad alta quota con questi dischetti sonori, nessuno può carpire i significati e i sapori: la morte ghermisce le prede all’origine. Al più la voce di Lui vince il tragico destino, ma il resto è “fastidio”. Le braccia robotiche che concupiscono il palco si lumeggiano di frigidi flash carnevaleschi; a quel cospetto ognuno è solo.

    Troppo tempo dagli anni Novanta.

    Mp3:
    Perfect

    lunedì, febbraio 04, 2008

    Evangelicals - The Evening Descends

    Evangelicals
    The Evening Descends (Dead Oceans - 2008)

    Fermo! Non scorrere la pagina, non andarti a vedere le stelline di questo disco! Non scrollare o ti taglio l'indice!

    L'hai già fatto vero?!?
    Se è così peggio per te. Ci sono delle cose che dovresti sapere su The Evening Descends prima di compromettere l'idea che stai per farti di questo gruppo (grandioso), conoscendo in anticipo il mio giudizio su quest'album.

    Innanzitutto questo è il secondo disco degli Evangelicals. Il loro debutto, So Gone, fu uno dei dischi più impressionanti del 2006 (nei negozi a partire dal simbolico 6 Giugno del 2006 - 06/06/06). Ancora oggi rimpiango di non aver trovato il tempo di scriverci su qualcosa. Il gruppo è originario dell'Oklahoma e, inizialmente, si trattava di un progetto solista di Josh Jones, l'uomo dalla voce androgina.

    The Evening Discends è uscito pochi giorni fa ed è l'ennesima pubblicazione azzeccata targata Dead Oceans Records. Il disco in se per se è deludente, ma si tratta di una delusione relativa. Obbiettivamente è un bel pezzo di disco, ma se relazionato alle aspettative che mie ero fatto sul gruppo nel 2006, allora diventa un mezzo buco nell'acqua.

    Pur aspettandomi fin da adesso il disco dell'affermazione, io credo ancora molto negli Evangelicals, nonostante questo disco non aggiunga nulla al precedente: 2 buoni dischi, ma niente sensazionalismi.

    Perchè tanta fiducia allora? Bè perchè percepisco attorno a loro, la stessa febbrile eccitazione che circolava attorno ai primi singoli dei Grandaddy. Inoltre scorgo dietro alla loro estetica glam gli stessi acidi pop-edelici che nutrivano i Flaming Lips del periodo Soft Bulletins. Elettroniche e bizzarrie una voce spesso tirata a falsetto in omaggio a grandi glam rocker dei '70 e una destrutturazione dei brani post-Pavementiana, sono i punti di forza questo gruppo.

    Predestinati.

    Similar Artist: The Unicorns, Xiu Xiu, The Flaming Lips, Grandaddy
    Rating:


    Mp3:
    Skeleton man