martedì, febbraio 12, 2008

L'impatto dello User Generated Content sulle vendite musicali

Lo sapevamo già tutti, ma da oggi lo sanno anche i parrucconi bianchi della RIAA (Recording Industry Association of America, Associazione americana dei produttori discografici) e delle case discografiche. Il buzz generato dagli m-blog è in grado di aumentare le vendite di un disco fino a 6 volte.

La ricerca "The Impact of User-Generated Content on Music Sales" è stata condotta da Vasant Dhar, professore della Stern School nella New York University e dalla sua allieva Elaine Chang.

La sistematica osservazione della blogosfera da parte dei due appassionati studiosi, ha confermato che quando 40 taste maker blog (quindi autorevoli) trattano di un disco prima della sua uscita, questo avrà un riscontro sul mercato di tre volte superiore alla media vendite degli altri album.
Quando il disco ha già un'importante label alle spalle, e quindi con tutta probabilità anche una buona campagna promozionale, le vendite saliranno a 5 volte la media.

Un'altro dato significativo è che, al di là della trattazione su blog autorevoli, se un disco viene recensito su 250 blog (qualsisi sia la loro autorevolezza) gli incassi conosceranno un nuovo aumento e il disco venderà fino a 6 volte tanto. Questo al di là della presenza o meno di una casa discografica significativa.

Anche il numero dei contatti su MySpace contribuisce ad alzare le vendite, ma in maniera molto minore. Attenzione però, il dato è più significativo di quanto si possa pensare.

Gli amici sulla pagina di MySpace non sono un voto o una recensione, sono solo una connessione. E' interessante notare come il semplice fatto di essere "popolare" possa influire sulle vendite, al di là della qualità della musica. Questo è una conferma di come anche la mente inconscia abbia un forte appeal al momento dell'acquisto di un disco. Provate ad immaginare: tanti amici su MySpace = segnale inconscio = gruppo figo. Ne avevo accennato qui, ricordate?

Lo studio è stato condotto nel 2007 su un campione di 107 dischi, l'osservazione è durata 4 settimane prima e 4 settimane dopo l'uscita dei dischi presi in considerazione.

E' la conferma ufficiale di qualcosa che già sapevamo e di come l'user generated content abbia un peso maggiore rispetto ai vecchi contenuti ufficiali.

Cosa succederebbe se Last.fm implementasse un album user rating in posizione ben visibile?
Chi valuterebbe i dischi se non le nostre orecchie?

6 commenti:

joses ha detto...

al riguardo, fran, ti segnalo un'intervista rilasciata sul numero di febbraio di rolling stone da parte di rick rubin (illuminato ed iconico produttore americano che spazia dall'hip-hop al metal).

Il barbuto californiano è stato assunto dalla Columbia per porre un freno all'emorragia d vendite che ha subito. La prima cosa che ha fatto è stata quella di ingaggiare dei ragazzi che attraverso recensioni e segnalazioni più o meno subliminali, spingeranno la promozione di un artista...Cioè, non so se mi sono spiegato: si parla di strategie di mercato di un colosso dell'industria discografica americana e mondiale, roba da miliardi di dollari....

alla fine in epoca di bulimia musicale ciò di cui ci si fida è l'intramiotabile passaparola...tralasciando così gli effetti di autosuggestione, che a me appaiono evidenti...

fran_pi_ ha detto...

Hei Joses, oltre che da fomentatore ora mi fai anche da segnalatore?!?! Ottimo!

Scherzi a parte, il passa parola è una delle migliori "armi" di internet. In fondo questo strumento non è nato per pubblicare siti-brochures, ma per COMUNICARE.

Grazie davvero per la segnalazione, tra l'altro ho visto anche un'interessante articolo sulla musica giapponese sullo stesso numero. Lo comprerò!

P/s
Presto su questo blog ci sarà una serie di post dedicati alla musica Giapponese. La rubrica sarà condotta da una vera e propria esperta che tra l'altro è anche una cara amica.

fran_pi_ ha detto...

Ah, la mia amica si chiama Donatella :)

Just ha detto...

Beh in realtà...vabbè...non pozzo parlà... :D

Però in effetti una pagina utente last.fm non è forse un taste maker di per sè, molte amicizie o meglio interconnessioni per essere più tecnici, si creano proprio sull'ascolto della musica di quel dato utente. Io per esempio ho 3-4 radio di altri utenti che uso per ascoltare nuova musica. O anche o tra i miei contatti quelle 2-3 persone con cui ho maturato un affinità musicale e c'è quindi un interscambio di consigli musicali.
Ma insomma in parole povere un utente last.fm di cui stimi i gusti musicali non è un taste maker di per sè...?

O buttata sul lato pratico: ogni DJ che si rispetti dovrebbe avere un account last.fm e la sua radio personale. ;)

Ugolino della Gherardesca ha detto...

Beh, che il contesto incida, è cosa nota.... in proposito poche settimane fa fu condotto un esperimento su come un semidio del violino, messo con tanto di cappello nella metropolitana a chieder moneta per suonare, abbia concluso la giornata con ben poca grana. Poi, che in questi giorni i media ufficiali abbian perso molta della loro capacità induttiva a favore del "buzz" o passaparola, ecc. è altro dato di fatto, giusto o sbagliato. Quello su cui dovrebbero interrogarsi gli insider dell'ambiente musicale, secondo me, è su come "capitalizzare" tali azioni. Sebbene sia successo (rido al pensiero di quanti geni abbiamo pensato ai clic di Myspace come nuova cartina tornasole di un gruppo), non è molto logico chiedere a un gruppo di passare 12 ore al giorno su myspace per aumentare le visite, tampinare i fan, ecc. Insomma la mia considerazione è: la comunicazione 1 a molti è morta, ma certo quella 1 a 1 è faticosina.... Oltrettutto che ritorno hanno contatti coinvolti alla bisogna, una tantum (magari con la tragica esortazione: votaci, ascoltaci, ecc. ecc.....) Allor sì che probabilmente coinvolgere un numero ristretto di opinion leader forse varrebbe la pena di essere indagato, se non altro perché non troppo faticoso/dispersivo.

fran_pi_ ha detto...

Gran bella osservazione Ugolino. L'esempio del violinista si ricollega alla mia domanda conclusiva, e provocatoria ,su un ipotetico user album rating di last.fm.
In effetti credo che se ogni utente di last.fm potesse votare band, dischi e canzoni, non saremmo paghi, avremmo comunque bisogno di un guru musicale. L'esempio del violinista porta a credere questo.

Ieri erano i portali musicali, oggi sono pochi "taste maker blogger", domani chissà.

La comunicazione 1 a 1, o il b2b, è faticosa, ma non solo, genera anche pochi profitti, perchè tutti possono intraprendere campagne promozionali di questo tipo. Anche questa è una delle ragioni per cui in futuro non esisteranno più rockstar milionarie (qui ci si ricollega al post precedente sul flop cinematografico della Aguileira).

Il social networking è uno scambio di informazioni senz'altro veritiero, ma che porta inevitabilmente alla nicchia e alla long tail.

Ciao ciao