Riprendo un comunicato ufficiale che mi è arrivato ieri e lo integro con qualche considerazione. Sorprendente!
Mi ricredo (parzialmente) su qualche diffidenza che ancora avevo sulle recenti strategie in casa Radiohead.Last.fm e i Radiohead hanno raggiunto un'accordo. Last.fm potrà distribuire il discusso (per tanti motivi) disco dei Radiohead In Rainbows in streaming gratis, tramite il sistema on-demand basato su pubblicità di Last.fm. L’album in versione integrale è disponibile da ieri su http://www.lastfm.it/music/Radiohead/In+Rainbows.
Last.fm segna così un nuovo primato, è la prima volta che i Radiohead concedono in licenza il loro ultimo disco tramite un sito musicale online. Last.fm sin dall'inizio è sempre stata molto scrupolosa con licenze e il copyright al contrario di molti altri servizi analoghi. YouTube ad esempio, di fatto sarebbe un'applicazione illegale su cui si sono chiusi entrambi gli occhi per il fatto che c'è troppo materiale e ci sono dietro troppi interessi corporativi per poter pensare di moderare i video.
I diritti per In Rainbows sono stati assegnati a Last.fm tramite la piattaforma di distribuzione
digitale creata dagli stessi Radiohead e dalla loro etichetta Warner/Chappell Music. Il servizio garantisce per In Rainbows la copertura di tutte le licenze nei formati digitali sia per i diritti di registrazione che di pubblicazione, in tutto il mondo. Tutte le licenze sono soggette all'approvazione da parte della band stessa.
Come certamente saprete In Rainbows, è stato praticamente regalato agli utenti dagli stessi Radiohead, nell’ottobre del 2007. I fan poterono stabilire il prezzo di acquisto e scaricarselo a qualunque cifra, anche simbolica. Last.fm, che è in grado di monitorare gli ascolti della sua community di 21 milioni di utenti, ha rilevato per In Rainbows 22.000 ascolti nelle sole prime 12 ore dalla pubblicazione, una media corrispondente a un ascolto ogni 2 secondi. Un'altro bell'esempio di Roi sui social network.
Martin Stiksel, co-fondatore di Last.fm ha dichiarato: "I Radiohead hanno capito che Internet sta cambiando il sistema di distribuzione della musica, per questo siamo orgogliosi di questa collaborazione per offrire In Rainbows gratuitamente on-demand. Crediamo che gli appassionati di musica devono poter ascoltare i loro artisti preferiti gratuitamente, ma cosa ancor più importante allo stesso tempo, artisti e detentori dei diritti d’autore devono essere pagati quando la loro musica viene ascoltata."
I Radiohead hanno svoltato l'angolo.
venerdì, luglio 04, 2008
Last.fm distribuisce in streaming In Rainbows dei Radiohead
Pubblicato da
Francesco
alle
08:40
1 commenti
lunedì, ottobre 08, 2007
Radiohead - In Rainbows
In questo momento il mondo si divide in due, chi considera i Radiohead degli innovatori (i più) e chi pensa che si siano "solo" scelti una buona $trategia di marketing (i meno, tra cui io).
Quello che nessuno sa è che 12 mesi fà il sig. Thom Yorke mi scrisse una lettera...
[Tre premesse:
1) Amo tutti i dischi dei Radiohead.
2) Non vorrei fare il moralista, ma quello che sto per dire lo pensate in molti e qualcuno doveva pur dirlo, prima o poi.
3) Questo è un blog fatto di post, cercherò di essere sintetico e generico, altrimenti ci vorrebbe una tesina con tanto di grafici e numeri.]
Sul blog che gestivo allora era apparsa la recensione del disco solista di Thom Yorke (Eraser, Beggars Banquet, 2006), e come ogni m-blogger che si rispetti avevo postato un sampler. Pensavo ancora che i Radiohead fossero degli innovatori, allora; e poi gli stavo facendo pubblicità, una buona pubblicità. Eppure i ragazzi hanno mandato a bussare il web sheriff (mr. John Giacobbi), sia alla mail del blog che a quella del proprietario legale (cioè io).
Ora, non ci vedo (quasi) nulla di strano in quella protesta. Se io fra un anno decido di regalare il mio negozio, sono fatti miei, ma voglio regalarlo io e non mi parrebbe giusto che qualcuno, iniziasse a regalare i mobili oggi perchè fra un anno lo regalo. Però io stavo facendo pubblicità al suo disco (apprezzo tutti i dischi dei Radiohead, compreso Eraser), e come da disclaimer consigliavo caldamente l'acqisto dopo averne fatto ascoltare pochi minuti.
Fin qui tutto ok Thom, ma se permetti storgo un po' il naso se oggi ti auto-proclami paladino del web. Ora, se un anno fa eri ben attaccato al tuo portafogli, oggi dovrei credere che con la mossa del "pagalo pure quanto vuoi, anche un centesimo" stai facendo del bene ai tuoi fans? Dovrei credere che magari ci vai anche in perdita?
Un artista che crede in internet assolda uno web sheriff o crea dei widget da far postare sui blog dei fans?
Bè, c'ho pensato, per me Elthon John Vs. Thom York è 1 a 1 palla al centro = meno festine a MTV e più web surfing ragazzi!
Le cose vanno diversamente da quello che credete, voi e le vostre "$trategie" siete le eccezioni. (Fermo restando che musicalmente stiamo parlando di due universi separati)
Concludo constatando che quello che fà Thom, un gruppo emergente non potrà mai farlo (intendo ricavandoci anche dei profitti), perchè non potrà mai fare tutta quella promozione. Ecco perchè quando pubblico un mp3 dell'ottimo Humpty Dumpty (e lo farò presto) questo mi ringrazia e se faccio lo stesso con un brano anche mediocre di Yorke questo mi manda il suo avvocato. Sta tutta qui la motivazione di questo post.
Concludo con una provocazione, provate ad accoppiare i soggetti e la cosa che amano di più fare:
Chi? Thom Yorke, Humpty Dumpty, Elton John
Ama cosa? Fare Musica, Fare soldi, Sparare cazzate
Pubblicato da
Francesco
alle
07:10
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