Liars
Liars (Mute - 2007)I Liars con la loro 4° fatica in studio, omonima, si confermano il gruppo più hype fra gli indie rockers. Quest'aria così exciting non è certo una variabile settata dalla campagna di marketing della Mute.
Nati artisticamente nel 2000, a New York, i Liars sono una creature di Angus Andrew (voce e chitarra) e Aaron Hemphill (chitarra e batteria). Le loro influenze sono da ricercarsi negli anni '80, e come potrebbe essere altrimenti?
I Liars hanno una visione sostanzialmente epicurea della musica, tanto funk e tanto movimento; ma la loro indole artistica li porta ad esplorare i lati più art-rock della new-wave. In sostanza molto ritmo e qualche colpo ad effetto.
Liars è variegato e cangiante quanto ormai siamo da loro aituati ad aspettarci, ma di fatto rimane un gradino sotto l'insuperato Drum's Not Dead. Vale la pena notare, però, che il binomio Liars & Drum's Not Dead segna di fatto una svolta qualitativa nella discografia del gruppo.
Seppur meno convincente, Liars mi pare avere un ventaglio di stili assai più disparato, alcuni dei quali inediti sui solchi fin qui incisi da questo gruppetto di New York.
Alcune tracce resteranno a lungo nelle scalette live, c'è da giurarci. Tra i pezzi migliori Sailing To Byzantium, un horror pop, barocco, in un lento crescendo ossessivo di tastierine vintage e chitarre ritmiche new wave. Rimango invece un po' stupito, lo devo ammettere, quando dallo sbrodolo primordiale sento emergere richiami a Dinosaur Jr., Plaster Casts Of Everything.
Aria furbetta e faccia da schiaffi si dipingono sui volti dei ragazzini "bugiardi" ,quando evaporano dalle casse riverberi shoegazer-gothic-new-wave che tanto fa Jesus And Mary Chain (Freak Out è ai limiti del plagio, Pure Unevil è sulla stessa falsariga, ma emergono questa volta i più annacquati Phoenix).
E' finita l'estate, i Liars in vacanza non ci sono mai andati, evidentemente.
Similar Artist: Sonic Youth, Killing Joke, The Fall, Wire
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Freak out
mercoledì, settembre 05, 2007
Liars - Liars
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Francesco
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venerdì, novembre 10, 2006
Sun O))) & Boris - Altar
INDIE ALBUM: Sun O))) & Boris
Altar (Southern Lord - 2006)Altar è decisamente un figlio necessario ed inevitabile di quest’ epoca musicale. A ben cercare al bandolo della matassa infine scorgiamo tre distinti generi a dettar ritmi e tendenze, e mi riferisco chiaramente alla (new) new wave (maledetto il giorno che la Warner s’inventò questo termine per vendere alle famiglie americane il punk inglese), ma anche all’ indie-tronica e al fitto sottobosco noise.
Ovviamente è al noise, alla sperimentazione ed al doom rock che dobbiamo rivolgerci per carpire qualcosa di questo marasma di rumori. Altar è poco più di un Ep e vede la cooperazione in studio del trio giapponese dei Boris, di matrice nettamente doom-sperimental-heavy a tinte shoegaze, con i Sun 0))) un duo dagli accenti decisamente più tenebrosi e metal.
Il disco, a scanso di equivoci, è davvero solo per gli stomaci forti, prego astenersi donne gravide, bambini sotto i 16 anni, amanti di Zucchero, il Dj di Lucignolo e Winnie The Pooh.
Lo ammetto, per circa il 76,5% del disco l’ impressione dominante è quella della presa per il culo, il termine è forte ma l’ onomatopea piacerebbe agli autori stessi. In sintesi, canzoni costruite su 2 note di batteria e 2 loop di un Cyborg morente che si lamenta. A tratti nemmeno i pezzi peggiori dei Wolf Eye parrebbero più criptici.
Il disco sembrerebbe provenire direttamente dalla galassia dei Borg e risulterebbe ostico persino per il capitano Picard e per il capitano Kirk.
Tuttavia i Boris sono un po’ il caso “caldo” di questo mansueto 2006 e alla fine il gioco vale la candela, la formula è interessante e gli sprazzi di cielo che scorgono dietro il muro di epiche battaglie fra Cyborg e Mutanti, rimandano a migliori Liars. Infine un paio di pezzi, che fanano così tanto “shogaze per adolescenti depressi” come Fried Eagle Mind e The Sinking Belle (Blue Sheep), valgono da soli davvero l’ acquisto e sono la salvezza di un disco che comunque vada non passerà inosservato.
Direttamente da un film di Linch, solo per Ulisse, Dante e per gli esploratori della galassia. The Sinking Belle (Blue Sheep) è forse la canzone dell’ anno!
Similar Artist: Liars, Wolf Eyes, Boris, ZU
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The sinking belle (blue sheep)
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Francesco
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