Super Furry Animals
Hey Venus! (Rough Trade - 2007)Fuzzy Logic e Hey Venus, sono rispettivamente il primo e l'ultimo atto di una band che, trasversalmente, ha toccato tutti i generi musicali spiaggiati nel Regno Unito.
Ho comprato entrambi i dischi, per pura casualità, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. Il primo, targato Creation Record, rigorosamente in vinile, l'ho trovato in condizioni eccellenti al mercatino del venerdì a Rimini. Il secondo licenziato dalla Rough Trade, molto meno romanticamente, l'ho acquistato dal buon vecchio Dragan, su supporto compact disc.
I due dischi hanno davvero diversi piani di differenza, non tutti a vantaggio del più datato, ma quasi (i primi sono spesso i migliori). Le differenze fra i due, sono metaforicamente racchiusi nello status che le rispettive label rappresentano o hanno rappresentato.
La Creation Records, fondata dal mitico Alan McGee nel 1993, aveva (è ufficialmente chiusa dal 1999) un sound particolarmente variegato. All'indomani dell'esperienza Jesus And Mary Chain, Gillespie e i Primal Scream sbalordirono il mondo con un suono trasversale fra molti stili (Alternative rock, Indie pop, House Techno, Acid House, Hard Rock...). Quell'imprinting così fantasioso per anni contraddistinse i gruppi della Creation, Super Furry Animals su tutti.
Dal 2006 la band è sotto contratto con la Rough Trade Records. Non è un mistero la predilezione della label di Geoff Travis per certi dischi pop-acusitici. Love Kraft del 2006 delude, scontatamente acustico e melodico, ma Hey Venus! vira decisamente ai SFA di fine millennio.
Non l'ho mai nascosto, e lo ribadisco ora, reputo questa band di Cardiff (Galles) l'unica vera risposta British ai Flaming Lips. Hey Venus! raggiunge momenti davvero alti, spaziando, come ai vecchi tempi, fra tante possibilità stilistiche. Sbiascicamenti sarcastici alla Dan Tracey dei Television Personalities (Run-Away e Suckers!), falsetti funky-glam alla Bobby Conn (Into The Night), ottimismi californiani degni dei Beach Boys (Show Your Hand) ed elettroniche collage-freak Flaming Lips-oriented (Neo Consumer).
Ancora lontana la data del pensionamento.
Similar Artist: Television Personalities, Syd Barrett, Blur, Beach Boys
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Run-away
mercoledì, settembre 12, 2007
Super Furry Animals - Hey Venus!
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Francesco
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giovedì, giugno 14, 2007
The Twilight Sad - Fourteen Autumns and Fifteen Winters
INDIE ALBUM: The Twilight Sad
Fourteen Autumns and Fifteen Winters (Fat Cat - 2007)
Il disco giusto al momento sbagliato.Dire che Fourteen Autumns and Fifteen Winters è un brutto disco sarebbe un'ingiustizia, ma non posso nemmeno raccontarvi che passerà alla storia, o che più semplicemente si riproporrà nelle classifiche di fine anno.
Ma partiamo dal principio. Fourteen Autumns and Fifteen Winters è l'album di debutto dei Twilight Sad, sugli scaffali già dal 7 Maggio ma probabilmente già disponibile sulle librerie (digitali) da molto prima. Il debutto targato Fat Cat Records è la logica conseguenza del generale consenso, di critica e pubblico, che accolse il loro ep dell'anno passato.
I Twilight Sad sono scozzesi ed onestamente la voce di James Graham, impastata, sbiascicata, imbrigliata dalla birra e profonda, non fa nulla per nasconderlo. Per capirci, ci troviamo sulle tonalità di Arab Strap, Mogway, Micha P. Hinson e dei recenti iLiKETRAiNS.
Le muse del gruppo sono tante e disparate fra loro ed è incredibile come nel volgere dell'ascolto siano tutte ravvisabili. In soldoni, l'impalcatura chitarristica è quella classica dei gruppi post punk/new wavers, il cantato è di stampo Caveiano, le code fitte scimmiottano gli Yo La Tengo veste live e un lieve tocco esotico è abbozzato dalla fisarmonica.
Non è certo un lavoro derivativo, ma entro i giri conclusivi del disco si scorgono diverse citazioni musicali. Non è questa la pecca, o almeno non la sola. Fourteen Autumns and Fifteen Winters è un disco valido, ma solo se vi siete persi gli ultimi vent'anni di indie rock, allora sì, prendetevi questo piccolo bignami.
Non voglio perdermi oltre, profondità ed intensità sono doti che ben si accostano alla musica delle "penombre tristi", e per freschezza ricordano perfino i capostipiti Glasgowiani, e mi riferisco niente meno che agli Orange Juice. La produzione è affidata a Peter Katis, già con Interpol, Mercury Rev e Mice Parade, ma questi nomi a fine disco e fine recensione non stupiranno più nessuno.
Se dovo puntare il mio nichelino, l'esordio british degli ultimi 12 mesi è sicuramente quello degli iLiKETRAiNS, non certo questo. Già visto e già sentito, da pensarci 2 volte.
Similar Artist: iLiKETRAiNS, Nick Cave, Arab Strap
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Cold days from the birdhouse
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Francesco
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lunedì, maggio 14, 2007
Television Personalities - Are We Nearly There Yet?
INDIE ALBUM: Television Personalities
Are We Nearly There Yet?(Overground Records - 2007)Cito quasi testualmente da wikipedia: "L'arte ... porta a forme creative di espressione estetica". Ma cosa accade all'arte quando diventa maniera standardizzata o peggio ancora prevedibile? (E con questa mia retorica non intendo certo dire che in arte non esistano i canoni).
Ma prima di rispondere, ricapitoliamo da principio. I Television Personalities sono un gruppo storico del periodo post-punk ('78-'84). Il gruppo oggi ha all'attivo oltre 15 album ufficiali, fin dagli esordi fece dell'ingenuità un feticcio, e fu capostipite, insieme agli Swell Maps, della logica pop "chiunque può farlo", ereditata dall' appena conclusosi punk.
Are We Nearly There Yet?, pubblicato solo ora dalla Overground Records, raccoglie 14 tracce antecedenti di un anno il capolavoro My Dark Places (domino 2006). Dan Treacy ha deciso di dedicare il disco ai Baskervilles, il gruppo di New York che ha organizzato un concerto benefico, le cui 1000 £ di incasso sono servite per scarcerare Dan (autodichiaratosi ovviamente "innocente").
In Are We Nearly There Yet?, pur rimanendo intatto in quanto a sagacia ed acutezza satirica, Treacy pare difettare di creatività appunto (e qui torniamo all'assunto iniziale). Soprattutto dal punto di vista musicale Are We Nearly There Yet? ha più di un punto debole. Svolgimenti banali, elettroniche involute, voglia di stupire a tutti i costi che porta, nei momenti peggiori, all'insofferenza e al tedio dell'ascoltatore. La quasi completa assenza di quell' innocenza genialoide e primordiale che in altri episodi era pura istintivà, sarà il peccato originale per quei fans che ancora inneggiano: "Avrebbero potuto essere meglio dei Beatles".
Ancora una volta le liriche sono pungenti ed esilaranti. Are We Nearly There Yet? conta su 14 tracce in grado di ridicolizzare in modo satirico (l'arte verbale dei grandi): Eminem, Peter Gabriel e altri luoghi comuni musicali. Rimangono intatti il suo nonsense e la sua sottile comicità inglese. Mentre è perlomeno curiosa la scelta di coverizzare If I Should Fall Behind di Bruce Springsteen e Mr Brightside dei Killers.
Dispiace, infine, che sia passato prematuramente a miglior vita lo scorso Luglio ... pardon il mio refuso freudiano, quello era Syd Barrett! Come dite? Sono sempre i migliori che se ne vanno prima?!? Questo lo avete detto voi! Io dico solo che con 10 anni di gap, Treacy è, a prescindere da cali fisiologici, l'alter ego vintage e politically scorrect del "diamante impazzito".
"Sono così orgoglioso e deluso da questo cd come niente di ciò che ho fatto prima." (Dan Treacy)
Similar Artist: Daniel Johnston, Syd Barrett, Wedding Present, Momus
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The Eminem song
Mr Brightside
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Francesco
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domenica, maggio 16, 2004
Spiritualized - Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space
Spiritualized
Ladies And Gentlemen We Are Floating in Space (Atavistic - 2007)
La Musica (quella con la M maiuscola) come medicina.
Cura mentale dunque psichica, o “spirituale” appunto. Idea vecchia, chissà che già i padri della psicanalisi Jung e Freud non ci abbiano provato a guarire qualche fuso amante ( leggi de-amante o demente? ) della musica, al suon della stessa. Magari appena prima di passare all’ elettroshock!
Dicevamo musica come medicina, idea non certo partorita in primis dagli Spiritualized o perlomeno non solo da loro. Eppure il loro prodotto finale risulta essere veramente qualcosa di conciliante e rinfrancante, riesce a dare sollievo. Questo deve averlo notato anche il nostro “one-man-band” Jason Pierce, tanto che l’interno di “Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space” sembra appunto più un contenitore di farmaci che un involucro di cd.
Solo prescrizioni pseudo mediche, consigli farmacologici, frequenze di utilizzo ed effetti collaterali. Niente testi, del resto chi leggerebbe i componenti chimici di un farmaco? Quando poi il dottore è un ex Spaceman3, io ingoio ad occhi chiusi, senza neanche il “poco di zucchero”, che tanto la pillola và giù bene lo stesso. Il disco è del 1997, un enormità d’acqua musicale è passata sotto i ponti, ma rimane attualissimo.
Come incipit una flebile vocina femminile ci annuncia, che stiamo fluttuando nello spazio. L’idea del volo e della fluttuazione non ci abbandonerà per tutti i 70 minuti di durata del capolavoro (mi sbilancio già ora). Si decolla con la traccia omonima rispetto al titolo, parte piano ma inesorabilmente; lenta e appena udibile, ma decisa ad allungare verso il suo grandioso finale sinfonico. Nella seconda traccia “Come Together” ritroviamo quel soul virtuosistico tanto caro a Jason Pierce, che già era stato suo manifesto d’intenzioni nel lato B di “Recurring”, album comiato agli Spacemen 3.
Un preludio di piano lento apre l’incalzante “All Of My Thoughts”, che, sapientemente impreziosita da fiati ed armonica, abbandona nel finale il ritmo serrato per chiudersi così com’era cominciata.
In un disco che non presenta canzoni “riempitive” si segnalano ancora “Home Of The Brave” e la sua naturale conclusione “The Individual”, dove chitarre psichedeliche e distorsioni ricordano più versi animaleschi che assoli. Stupende e commoventi infine la rarefatta space-ballad “Broken Heart” e la spiccatamente gospel “Cool Waves”. Magniloquenze soul e gospel, psichedelia e sinfonie pop per un viaggio nello spazio unico nel mondo musicale.
Disco capolavoro del decennio scorso firmato Dr. J. Spaceman!
Similar Artist: Slowdive, My Bloody Valentine, Spacemen 3Rating:
Ladies and gentleman we're floating in space
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Francesco
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