Vi sono mancato? Potete rispondere in qualsiasi modo nei commenti!
Ieri la mia amica Bea, degna erede di Dragan nell'unico negozio di dischi di Rimini che tratti ancora Indie, mi ha chiesto cosa ne penso di un'ipotetico negozio di musica iper-nicchiato con possibilità di showcase.
Ne sono nate un paio di considerazioni.
Io acquisto musica (vinili e cd) sia su internet che nei negozi, ma sicuramente preferisco acquistare musica al negozio. In ogni caso? No, solo a determinate condizioni che ora vi dirò.
Un negozio non può certo competere con internet in quanto a varietà dell'offerta, sarebbe assurdo, su internet posso trovare di tutto. Trovare alcuni cd "sgradevoli" nel mio negozio di fiducia mi lascerebbe un po' perplesso, non trovare le Spice Girl nello store online sarebbe al contrario sintomatico di uno store poco fornito.
Mi avete seguito? La differenza la fà il filtro, ovvero colui che sta dietro al bancone.
Questo è anche il motivo per cui, qualsiasi appassionato di musica 1.0 non considera un centro commerciale come un vero e proprio negozio di musica: non ci sono commessi preparati (quasi mai).
Sentirsi dire da commessi cazzuti "ascolta questo, l'ho messo da parte per te, ti piacerà" è ben diverso che ricevere una mail ogni 2 giorni alle 9 del mattino con oggetto "Amazon raccomandations for you".
In conclusione, i negozi di musica, soprattutto i negozi di musica molto targettizzati, sopravviveranno, ma la loro clientela sta cambiando.
I negozi di musica dovrebbero scordarsi la clientela "di passaggio", spesso più interessata ai singoli che sono facilmente reperibili in rete, e concentrarsi sui veri appassionati, una clientela colta ed entusiasta.
Concordo con Josh Madell di Other Music: "the market for interesting, underground, cutting-edge music is bigger than it ever was"
mercoledì, aprile 23, 2008
I piccoli negozi di dischi sopravviveranno?
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music marketing
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