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    venerdì, ottobre 20, 2006

    Marie Antoinette - ost

    ORIGINAL SOUNDTRACK: Marie Antoniette
    (Verve Forecast - 2006)

    Marie Antoinette Soundtrack Cd 1

    1. Hong Kong Garden - Siouxsie & The Banshees
    2. Aphrodisiac - Bow Wow Wow
    3. What Ever Happened - The Strokes
    4. Pulling Our Weight - The Radio Dept.
    5. Ceremony - New Order
    6. Natural's Not In It - Gang Of Four
    7. I Want Candy (Kevin Shields Remix) - Bow Wow Wow
    8. Kings Of The Wild Frontier - Adam & The Ants
    9. Concerto in G * - Antonio Vivaldi / Reitzell
    10. The Melody Of A Fallen Tree - Windsor For The Derby
    11. I Don't Like It Like This - The Radio Dept.
    12. Plainsong - The Cure

    Marie Antoinette Soundtrack Cd 2

    1. Intro Versailles* - Reitzell / Beggs
    2. Jynweythek Ylow - Aphex Twin
    3. Opus 17 - Dustin O'Halloran
    4. Il Secondo Giorno (Instrumental) – Air
    5. Keen On Boys - The Radio Dept.
    6. Opus 23 *- Dustin O'Halloran
    7. Les Baricades Misterieuses* - Francois Couperin / Reitzell
    8. Fools Rush In (Kevin Shields Remix) - Bow Wow Wow
    9. Avril 14th - Aphex Twin
    10. K. 213 * - Domenico Scarlatti / Reitzell
    11. Tommib Help Buss – Squarepusher
    12. Tristes Apprets.. - Jean Philippe Rameau /W. Christie
    13. Opus 36 *- Dustin O'Halloran
    14. All Cat's Are Grey - The Cure

    Ancora una volta Sofia Coppola gira a Brian Reitzell, il compito di mettere insieme una killer-Original Sountrack per il suo nuovo film Marie Antoniette, in uscita nelle sale il 20 di Ottobre.

    Contrariamente a quanto si pensa, non è Sofia il genietto musicale che ha messo insieme le belle colonne sonore de Lost In Translation, ma la bella figlia di Francis Ford è stata fortemente guidata da Brian Reitzell. E' sotto la supervisione di Brian Reitzell che sono state realizzate le colonne sonore non solo di Lost in Translation, ma anche de Il Giardino dell Vergini Suicide.

    La colonna sonora di Marie Antoinette
    , così come l'hanno voluta Sofia Coppola e Brian Reitzell, guarda fortemente agli anni '80, e comprende artisti del calibro di The Cure, Siouxsie & The Banshees, New Order, Gang of Four, Aphex Twin, The Radio Dept. e tante altre band del periodo Post-Punk.

    La scelta del periodo Post-Punk ('77-'84 circa) come riferimento, dal quale attingere la gran parte dei brani della Marie Antoinette ost, mi pare molto azzeccata. Proprio l'irriverenza ai "dinosauri" del rock, e la sfrontatezza del motto "se possono farlo loro, posso farlo anche io", tipici di quel periodo, sono concetti che ben si accostano alla regina francese. Ovviamente non tutti i gruppi e i brani sono di quel periodo, ma si tratta comunque, sempre di gruppi fortemente influenzati da quegli anni.

    La Coppola accantona dunque i classici gettandosi spudoratamente sulla scena indiependent (leggi indie), underground e sporattutto Post-Punk.
    Il ritratto musicale di Maria Antonietta che ne scaturisce, è un’incrocio tra Madonna, Kily Minogue e Cindy Lauper.

    Marie Antoinette opens on October 20, 2006.

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    mercoledì, ottobre 18, 2006

    iLiKETRAiNS - Progress-Reform

    iLiKETRAiNS
    Progress-Reform (Fierce Panda - 2006)

    Gli iLiKETRAiNS sono senz’ altro la sorpresa più gradita del mese di Ottobre, almeno per quanto mi riguarda; e poco importa se la Fierce Panda li cataloga fra le uscite del 26 di Giugno scorso. Io sugli scaffali li vedo solo ora e per me sono di Ottobre!

    Lo premetto subito, gruppo inglese con la fissa dei Joy Division; ora, se hai dei pregiudizi sui novelli Ian Curtis allora siamo in due. Ma qui c’è (finalmente) qualcosa in più, non semplice tributo, non semplice citazionismo revivalista ma qualcosa di tremendamente personale.

    Il quintetto di Leeds, mette in pista un inedito ibrido tra New Wave e Post Rock. Immaginate un frullato omogeneo fra Mogwai ed Explosion In The Sky da una parte e Joy Division dall’ altra. Atmosfere nervose, cariche di elettricità irrisolta che cercano sfogo in un crescendo che monta ma non trova il senso del vero. La valvola fischia ma il tappo non salta, la frustrazione è quella della New Wave più classica e meglio riuscita, ma la classe è d’altro stampo, di un’ altra epoca.

    Il cantato baritonale di Dave Martin ha più a che fare con le profondità alla Nick Cave o con l’ austerità malinconica di Mark Kozelek (Red House Painters) che con certi ragazzetti che giocano a fare i “money for nothin get your chicks for free”. Manca all’ appello la prova del nove live, ma certe code cariche di feedback ricordano violentemente gli Yo La Tengo dal vivo e questo rappresenta un ottimo presagio, ma aspettiamo di sentirli dal vero.

    Infine gli perdoniamo anche qualche abbozzo di self-made-marketing, la fantasiosa storia che si siano conosciuti “casualmente” alla stazione della natia Leeds fa davvero fatica a reggere. Ma pazienza, in un mondo in cui anche la Emi si butta sull’ indie-non-indie e Badly Drawn Boy gira ad ore diurne su Mtv, la fantasia è l’ unica arma in cui sperare.

    Sicuramente assieme ai Televise il miglior debutto inglese dell’ anno.

    Similar Artist: Joy Division, Mogwai, Explosions In The Sky
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    Mp3:
    Rook house for bobby