domenica, maggio 16, 2004

Spiritualized - Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space

Spiritualized
Ladies And Gentlemen We Are Floating in Space (Atavistic - 2007)

La Musica (quella con la M maiuscola) come medicina.
Cura mentale dunque psichica, o “spirituale” appunto. Idea vecchia, chissà che già i padri della psicanalisi Jung e Freud non ci abbiano provato a guarire qualche fuso amante ( leggi de-amante o demente? ) della musica, al suon della stessa. Magari appena prima di passare all’ elettroshock!

Dicevamo musica come medicina, idea non certo partorita in primis dagli Spiritualized o perlomeno non solo da loro. Eppure il loro prodotto finale risulta essere veramente qualcosa di conciliante e rinfrancante, riesce a dare sollievo. Questo deve averlo notato anche il nostro “one-man-band” Jason Pierce, tanto che l’interno di “Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space” sembra appunto più un contenitore di farmaci che un involucro di cd.
Solo prescrizioni pseudo mediche, consigli farmacologici, frequenze di utilizzo ed effetti collaterali. Niente testi, del resto chi leggerebbe i componenti chimici di un farmaco? Quando poi il dottore è un ex Spaceman3, io ingoio ad occhi chiusi, senza neanche il “poco di zucchero”, che tanto la pillola và giù bene lo stesso. Il disco è del 1997, un enormità d’acqua musicale è passata sotto i ponti, ma rimane attualissimo.

Come incipit una flebile vocina femminile ci annuncia, che stiamo fluttuando nello spazio. L’idea del volo e della fluttuazione non ci abbandonerà per tutti i 70 minuti di durata del capolavoro (mi sbilancio già ora). Si decolla con la traccia omonima rispetto al titolo, parte piano ma inesorabilmente; lenta e appena udibile, ma decisa ad allungare verso il suo grandioso finale sinfonico. Nella seconda traccia “Come Together” ritroviamo quel soul virtuosistico tanto caro a Jason Pierce, che già era stato suo manifesto d’intenzioni nel lato B di “Recurring”, album comiato agli Spacemen 3.
Un preludio di piano lento apre l’incalzante “All Of My Thoughts”, che, sapientemente impreziosita da fiati ed armonica, abbandona nel finale il ritmo serrato per chiudersi così com’era cominciata.

In un disco che non presenta canzoni “riempitive” si segnalano ancora “Home Of The Brave” e la sua naturale conclusione “The Individual”, dove chitarre psichedeliche e distorsioni ricordano più versi animaleschi che assoli. Stupende e commoventi infine la rarefatta space-ballad “Broken Heart” e la spiccatamente gospel “Cool Waves”. Magniloquenze soul e gospel, psichedelia e sinfonie pop per un viaggio nello spazio unico nel mondo musicale.

Disco capolavoro del decennio scorso firmato Dr. J. Spaceman!

Similar Artist: Slowdive, My Bloody Valentine, Spacemen 3
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Ladies and gentleman we're floating in space

lunedì, maggio 03, 2004

Pedro The Lion - Achille's Hell

Pedro The Lion
Achille's Hell (Jade Tree - 2004)

Prendete un block notes, perchè il nome che sto per farvi è da tener bene a mente. David Bazan, one-man-band del progetto a nome Pedro The Lion. Giunto con questo Achille's Hell alla sua quarta fatica, direttamente da Seattle, Bazan incide per la Jade Tree.

Amanti del grunge e della scena di Washington, fermatevi! Smettete di salivare! Non vi inducano in errore etichetta ( abituata a ben altri generi ) e la provenienza di David. Precisiamolo subito, stiamo parlando di Folk e Songwriting di stampo Indie, rigorosamente Americano.

Folk e Songwriting, proprio queste due parole risultano essere la chiave di lettura del disco. Lo ascolti e riascolti e ne esce quello che non ti aspetteresti. Dimenticatevi infatti la classica chitarra acustica folkloristica, qui si parla la lingua dell'elettricità. Una chitarra elettrica dolce, calda ed avvolgente in coppia con pochi accordi di batteria, girano facendo da sottofondo a liriche davvero notevoli. E qui sta la seconda peculiarità del disco, sono quelle 'liriche notevoli' ad urlare al mondo l'astro luminoso di Pedro The Lion.

Il Nostro è grande amante della prosa e della novellistica, arti nelle quali si cimenta a tempo perso. Vi sarete resi conto infatti che il nome stesso del suo progetto altro non è che un tributo alla narrativa per bambini. Pedro il Leone, 'buono', mi verrebbe da aggiungere. Niente di strano dunque se a lui riescano certe composizioni, ma ragazzi che testi, gi�ùil cappello. David con la sua voce densa e rassicurante, che a volte ricorda quella di un Chris Martin più intenso ( paragone questo da prendere con le pinze ); ci parla a cuore aperto, di vita vera, delle difficoltà, del dolore, della vulnerabilità. Non è un caso che il titolo citi l'eroe greco che dall'antichità ci rammenta come tutti siamo infondo vulnerabili, urtabili e mortali.

Non è un album facile siete avvertiti, serve molta pazienza, le cose belle tardano sempre a rivelarsi e spesso sono faticose, ma poi vi conquisterà. Una grande prova in attesa del capolavoro prossimo già annunciato.

Similar Artist: Mojave 3, Sebadoh, Ellioth Smith
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Mp3:
Discretion